Lo scorso martedì 23 giugno 2026, la commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo (ECON) ha approvato la propria posizione negoziale sul pacchetto legislativo relativo alla moneta unica, aprendo la strada ai negoziati con gli Stati membri sull’introduzione dell’euro digitale. Il testo dedicato alla nuova valuta elettronica della Banca centrale europea (BCE) è stato adottato con 43 voti favorevoli e 14 contrari.

L’euro digitale rappresenta una nuova forma di moneta pubblica utilizzabile sia online sia offline. L’obiettivo dichiarato dagli Eurodeputati nel testo della risoluzione è quello di offrire a cittadini e imprese un mezzo di pagamento sicuro, innovativo e autenticamente europeo, riducendo al contempo la dipendenza da operatori extra-Ue nel settore dei pagamenti digitali.

Uno degli aspetti più sensibili della proposta riguarda la tutela della privacy. Il Parlamento chiede che il sistema sia costruito secondo i principi e tecnologie avanzate in grado di verificare le transazioni senza rivelare dati personali. La BCE, inoltre, non avrebbe accesso alle informazioni che consentono di identificare direttamente gli utenti.

Sul fronte operativo, l’euro digitale potrebbe essere distribuito da una vasta gamma di prestatori di servizi di pagamento, comprese banche, istituti di moneta elettronica, uffici postali e operatori regolamentati di cripto attività. La maggior parte delle attività commerciali sarebbe tenuta ad accettarlo, con deroghe per lavoratori autonomi e microimprese che non accettano già altri pagamenti digitali.

Gli Eurodeputati hanno, inoltre, introdotto una serie di garanzie per preservare la stabilità finanziaria. In particolare, ogni cittadino potrebbe detenere soltanto una quantità limitata di euro digitali. Il tetto massimo sarebbe definito dalla Commissione europea sulla base delle raccomandazioni della BCE e riesaminato almeno ogni due anni, con un ruolo decisionale pieno del Parlamento europeo. Le imprese, invece, non potrebbero detenere euro digitali oltre il tempo necessario a ricevere i pagamenti, fissato in 24 ore. La valuta non genererebbe interessi né costi.

Parallelamente, la commissione parlamentare ha approvato anche due testi complementari: uno che consente agli operatori dei Paesi Ue non appartenenti all’eurozona di distribuire l’euro digitale e un altro che rafforza lo status legale del contante. Quest’ultimo obbligherebbe gli Stati membri a garantire un accesso adeguato a banconote e monete e vieterebbe alle attività commerciali di escludere il contante attraverso clausole standard o cartelli.

Per il relatore del file, il pacchetto legislativo mira a preservare la libertà di scelta dei cittadini. “Stiamo rafforzando l’accesso e l’accettazione del contante, rendendo allo stesso tempo disponibile la moneta della banca centrale in forma digitale. L’euro digitale completerà il contante, non lo sostituirà”, ha dichiarato. L’Eurodeputato ha, inoltre, sottolineato che l’Europa non deve scegliere tra l’euro digitale e le soluzioni di pagamento private già esistenti, ma favorire la coesistenza e l’interoperabilità tra i diversi sistemi. Secondo il relatore, le nuove regole garantiranno anche che la tutela della privacy sia incorporata nel progetto fin dall’inizio.

I prossimi passaggi legislativi sono già definiti. I mandati negoziali approvati dalla commissione saranno annunciati all’inizio della sessione plenaria di luglio del Parlamento europeo. Successivamente prenderanno avvio i negoziati interistituzionali con il Consiglio dell’Unione europea. Solo dopo il raggiungimento di un accordo tra Parlamento e Stati membri il pacchetto potrà essere definitivamente adottato ed entrare in vigore.

A cura di Rosaria Anna Gerardi