Eterno Visionario: il nuovo capolavoro di Michele Placido. Dopo il meraviglioso, quanto suggestivo, L’ombra di Caravaggio, Placido continua il suo percorso registico concentrandosi su un’altra figura emblematica e dissonante: Luigi Pirandello. Interpretato magistralmente, nel ruolo del protagonista, da Fabrizio Bentivoglio, il film non è un classico biopic, bensì una carrellata che abbraccia diverse tematiche. La linea narrativa si dipana, con diversi flashback, lungo l’asse temporale che avvolge la parabola umana ed artistica di un Maestro della letteratura mondiale, il quale si sta recando in Svezia per ritirare il Premio Nobel. Un film sull’arte, sulla pazzia mentale, sulla morte, sul cinema e sull’incontro – scontro intergenerazionale. A livello tecnico ineccepibile: sontuosi i costumi, ottime le luci e la fotografia; la sceneggiatura segue passo passo le vicissitudini della storia. Convincenti, finanche, le prove attoriali. Forse un ritmo talvolta più lento rispetto al contesto, ma è il classico pelo nell’uovo.

Roberto Incanti