Lo scorso 26 febbraio, nella Commissione per i problemi economici e monetari (ECON) del Parlamento europeo a Bruxelles, la Presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde, ha aperto il primo confronto monetario dell’anno, nel cosiddetto Monetary Dialogue con gli eurodeputati. L’audizione si è concentrata sulle sfide attuali dell’economia dell’area euro, sulla percezione dell’inflazione e sulle prospettive della politica monetaria della BCE.

Lagarde ha esordito ribadendo che il quadro economico degli ultimi anni è stato ‘eccezionalmente difficile’, con pressioni inflazionistiche molto elevate tra famiglie e imprese. Tuttavia, ha sottolineato che la banca centrale ha raggiunto risultati concreti: l’inflazione è scesa da livelli record con un picco del 10,6% nell’ottobre 2022 fino a oscillare attorno all’obiettivo di medio termine del 2 %, attestandosi all’1,7 % a gennaio. Secondo la presidente, la risposta monetaria decisa della BCE è stata determinante per questa inversione di tendenza.

Un punto di particolare rilievo è stato il tema della discrepanza tra inflazione misurata e inflazione percepita dai cittadini: sebbene i dati ufficiali mostrino un calo ben definito dei prezzi, molti consumatori continuano a sentirne gli effetti nella vita di tutti i giorni. Lagarde ha definito questo gap non solo “statisticamente interessante”, ma anche rilevante per le decisioni economiche e per la fiducia nelle istituzioni, che rappresenta un fondamentale ancora psicologico per l’ancoraggio delle aspettative inflazionistiche.

Un passaggio significativo dell’intervento in aula ha riguardato l’intelligenza artificiale (IA). Rispondendo alle domande degli eurodeputati, Lagarde ha sottolineato che l’IA sta già producendo effetti tangibili sull’economia europea, in particolare in termini di aumento della produttività. Finora, ha osservato, non si è assistito a ‘una ondata di licenziamenti’ direttamente attribuibile all’automazione intelligente. Al contrario, le imprese stanno integrando queste tecnologie nei processi produttivi con impatti ancora graduali sul mercato del lavoro. La presidente ha invitato a non sottovalutare le trasformazioni in corso, ma anche a evitare allarmismi. L’IA, ha spiegato, può rappresentare un fattore di crescita potenziale per l’area euro, a condizione che sia accompagnata da adeguate politiche di formazione e aggiornamento delle competenze. Per la BCE, il tema è rilevante soprattutto nella misura in cui incide su produttività, salari e quindi dinamica dei prezzi nel medio periodo.

Sul fronte della politica monetaria, la presidente della BCE ha ribadito l’impegno a mantenere condizioni adeguate per continuare il processo di ritorno dell’inflazione verso il target. Una parte dell’audizione ha toccato anche tematiche di attualità, come l’evoluzione del mercato del lavoro e gli effetti dell’intelligenza artificiale: come ha riportato un resoconto supplementare, Lagarde ha affermato che l’IA finora non ha provocato una “ondata di licenziamenti”, ma piuttosto un aumento della produttività, senza chiedere, per ora, interventi diretti della BCE sui mercati valutari.

Altro tema discusso con alcuni eurodeputati è stato quello dell’euro digitale. In un momento in cui la trasformazione digitale della moneta è al centro dell’agenda regolatoria europea, Lagarde ha confermato l’impegno della BCE a sostenere i costi tecnici necessari per la sua infrastruttura, rassicurando mercati e operatori su un avanzamento equilibrato e costante della progettualità. L’audizione odierna della presidente della Banca Centrale Europa si inserisce nel quadro di un dialogo periodico e istituzionale tra l’istituzione monetaria europea e il Parlamento, volto a favorire trasparenza e controllo democratico su una delle politiche più determinanti per l’economia dell’eurozona. Per maggiori informazioni sull’audizione pubblica in commissione ECON: link.
di Rosaria Anna Gerardi