La Commissione per gli Affari Esteri (AFET) del Parlamento europeo torna a mettere nero su bianco uno dei nodi più delicati della politica di allargamento dell’Unione europea: la Turchia non potrà avanzare nel percorso di adesione senza un cambiamento sostanziale sul piano democratico.

In una relazione approvata il 15 aprile 2026 in commissione AFET, con 44 voti favorevoli e 10 contrari, gli Eurodeputati denunciano un “arretramento democratico” in Turchia, affermando che Ankara non sta guadagnando slancio verso l’adesione all’UE proprio a causa della mancanza di riforme.

Nonostante le dichiarazioni ufficiali del governo turco a favore dell’ingresso nell’Unione europea, le criticità strutturali restano irrisolte. La commissione parlamentare sottolinea infatti “carenze persistenti” in settori chiave come stato di diritto, diritti umani, standard democratici e libertà fondamentali, inclusa la libertà di stampa.

In maggior dettaglio, il Parlamento europeo chiede ad Ankara interventi concreti per rafforzare l’indipendenza della magistratura, garantire la libertà di espressione e la tutela dei giornalisti, porre fine ai procedimenti giudiziari considerati politicamente motivati e per rispettare il diritto internazionale e le relazioni di buon vicinato.

Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è formalmente congelato dal 2018, proprio a causa del deterioramento dello stato di diritto e dei diritti fondamentali. La relazione adottata conferma questa linea, ribadendo che senza progressi concreti non esistono le condizioni per riaprire i negoziati. Allo stesso tempo, gli Eurodeputati non chiudono completamente la porta. La Turchia viene definita un partner strategico fondamentale, sia per la sicurezza regionale sia per il suo ruolo geopolitico in aree cruciali come il Mar Nero, il Medio Oriente e il Caucaso. Per questo, il Parlamento invita a rafforzare la cooperazione in ambiti come politica estera, sicurezza e commercio, pur mantenendo ferme le condizioni democratiche per l’adesione alla UE.

Il relatore del testo ha sintetizzato la posizione con una linea netta: al momento non vi sono motivi per rilanciare il processo di adesione, ma resta una “finestra di opportunità” per migliorare i rapporti su altri fronti.

La questione passerà ora all’esame della plenaria del Parlamento europeo, che dovrà esprimersi definitivamente sul rapporto. Ma il segnale politico è già evidente: per Bruxelles, l’ingresso della Turchia resta subordinato al pieno rispetto dei criteri democratici, considerati non negoziabili.
A cura di Rosaria Anna Gerardi