Arriva dall’ex sindaco di Latina Damiano Coletta un appello ai giovani tra i banchi del centrodestra, alla linfa vitale del dibattito politico nei luoghi istituzionali, lontani da determinate dinamiche che vedono il centrodestra di Vincenzo Zaccheo e Matilde Celentano in preda ad una nuova crisi, morale per il primo e politica per la seconda.
Latina appare oggi come una città allo sbando, priva di un assessore al bilancio e ostaggio di logiche romane, con una prima cittadina che Coletta definisce “politicamente commissariata” in un contesto di preoccupante tensione sociale.
L’indagine e il “Vaso di Pandora”
Il quadro si complica con l’inchiesta su presunti episodi di corruzione legati a pratiche urbanistiche nel Comune di Cisterna di Latina. L’indagine coinvolge circa cinquanta persone tra politici, imprenditori e professionisti, con un raggio d’azione che si estende da Latina a Cisterna, fino ad Aprilia.
Nelle migliaia di intercettazioni raccolte dalla Guardia di Finanza compare anche Vincenzo Zaccheo, ex sindaco e attuale presidente della Fondazione Latina 2032 (nominato dal Ministro della Cultura Giuli). Zaccheo è stato intercettato insieme ad Agostino Marcheselli, attuale capo di gabinetto della sindaca Celentano, nei giorni del ballottaggio del 2021 che vedeva contrapposti lo stesso Zaccheo e Coletta.
Gli inquirenti mirano ad accertare possibili interferenze illecite da parte di compagini criminali, in particolare famiglie rom attive nei quartieri Giochetto e Campo Boario. Secondo i finanzieri, in caso di vittoria elettorale, Zaccheo avrebbe maturato verso tali gruppi un “debito di riconoscenza” potenzialmente lesivo per l’imparzialità della cosa pubblica, specialmente in vista della gestione dei fondi del PNRR.
Le intercettazioni e le raccomandazioni
Dalle conversazioni captate emergono dettagli inquietanti. In una telefonata con un ex politico, Zaccheo parla di una cena in cui sarebbero stati presenti dei “capibastone“. Altre intercettazioni tra Zaccheo e Marcheselli riguardano pressioni per assunzioni in società come Acqualatina e la cooperativa Astrolabio. Pratiche di “raccomandazione” che, secondo le indagini, non sarebbero nuove (si citano i precedenti casi Galardo e l’inchiesta su Enrico Tiero, in cui Zaccheo si sarebbe speso per un’assunzione presso un supermercato locale).
Il caso è ora approdato alla Camera dei Deputati grazie a un’interrogazione parlamentare presentata da Filiberto Zaratti (Alleanza Verdi e Sinistra), rivolta al Ministro della Cultura per fare luce sulla gestione della Fondazione Latina 2032.
L’intervista a Damiano Coletta
Damiano Coletta, come ha accolto la notizia di queste conversazioni?
«Sia chiaro: nulla di personale. Tuttavia, oggi Zaccheo presiede la Fondazione del Centenario e rappresenta l’intera città. La Fondazione era l’occasione per individuare una figura terza, di alto profilo culturale e svincolata dalle solite logiche. Invece si è scelto di riproporre le solite dinamiche clientelari. Per i giovani è un enorme passo indietro.
Io sono parte in causa in questa storia, poiché si parla del periodo del ballottaggio 2021, quando io e Zaccheo eravamo antagonisti. Mi sto tutelando legalmente: è inaccettabile che chi guida la Fondazione parli di cene con i “capibastone”. È altrettanto inaccettabile che un candidato sindaco non prenda le distanze da collaboratori che propongono di usare malavitosi per intimidire i miei sostenitori; anzi, dalle intercettazioni emerge una dinamica compiacente. Quella stessa persona oggi è il capo di gabinetto dell’amministrazione. È l’ennesimo schiaffo a una città che continua a subire questi meccanismi.»
Possiamo dire che nelle sue campagne elettorali ne ha viste di tutti i colori?
«Non dimentichiamo che l’ultima campagna fu inquinata dalla falsa notizia della “scheda ballerina”, poi archiviata. Queste intercettazioni mostrano una logica di comportamento radicata: “sistemo il parente di tizio qui o di caio là”. Se Latina vuole un futuro, deve uscire da queste dinamiche. Se continuiamo con la rassegnazione o con l’indifferenza del “voto chi mi sistema il nipote”, non ci sarà mai riscatto.
Mi dispiace per i consiglieri più giovani della maggioranza. Credo abbiano condiviso un progetto iniziale, ma devono aprire i loro occhi: la città viene svenduta per logiche di coalizione ed è attualmente ferma. La gestione dell’azienda ABC ne è la prova: un conflitto costante, una TARI aumentata a fronte di servizi carenti e lavoratori non tutelati. Si parla di soldi pubblici e trasparenza».
Il suo è dunque un appello diretto ai giovani del centrodestra?
«Sì. Ho visto in alcuni di loro, alla prima esperienza, stupore e perplessità. Credo abbiano creduto sinceramente in un progetto, ma il tempo sta facendo emergere i soliti personaggi e le solite logiche. Non devono sottostare a una disciplina di partito che tradisce il compito primario di un politico: rappresentare con dignità e onestà la propria città».
di Raffaele Di Ronza
