Nel posticipo della ventottesima giornata, la Lazio supera il Sassuolo con il punteggio di due a uno, grazie alle reti messe a segno da Maldini e Marusic, quest’ultima dopo il momentaneo pareggio timbrato da Laurienté. I ragazzi di Sarri non conseguivano i tre punti in campionato dal 30 gennaio ma, soprattutto, c’è anche un altro dato da non sottovalutare, forse ancora più inquietante del precedente: nelle ultime tre partite i biancocelesti non avevano messo a segno neppure una rete. Numeri sconfortanti, che uniti ad una contestazione da parte della tifoseria nei confronti della società ormai in essere già da qualche settimana, avevano fin qui gettato più di un’ombra sinistra nel cammino della squadra di Sarri. La vittoria conseguita contro la compagine allenata da Fabio Grosso, fino all’anno scorso militante nella serie cadetta e protagonista fin qui di un percorso in campionato decisamente esaltante, consente alla Lazio di acquisire consapevolezza e autostima nei propri mezzi, in vista del crocevia di un’intera stagione: la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta di Raffaele Palladino. Tutto questo nonostante un dettaglio di non poco conto: gli infortuni accorsi durante la partita a Cataldi e Romagnoli, pedine fondamentali nello scacchiere di Sarri. Anche se siamo solo a Marzo, e mancano ancora dieci giornate al termine del campionato, la distanza che separa la Lazio, in termini di punti e di posizioni, dalla zona valevole per la qualificazione europea risulta, tranne per la matematica, incolmabile. Sicuramente le aspettative all’inizio della stagione erano alquanto diverse. Il ritorno dell’allenatore toscano aveva infiammato la piazza e i tifosi, che già sognavano una rivincita rispetto al precedente triennio purtroppo concluso in maniera poco esaltante. Nessuno, però, si poteva aspettare una stagione così delirante: mercato bloccato in estate; cessioni eccellenti in inverno; contestazione della tifoseria, con conseguente abbandono del tifo sugli spalti da parte della curva laziale. Il rapporto di quest’ultima nei confronti della società, in particolare nei riguardi del presidente, è ai minimi storici: si avverte, nell’atmosfera e nell’ambiente laziale, una certa dose di stanchezza. Nonché, forse, anche di rassegnazione. Tale sconforto, che aleggia come un fantasma sia sul volto così come nei pensieri di Sarri, sembrerebbe non avere fine. Come si esce da questa situazione, forse nessuno può dirlo veramente. Il dato politico della vittoria ottenuta contro il Sassuolo è però beneaugurante: la prima rete messa a segno con la maglia biancoceleste da Daniel Maldini, schierato da Sarri fin dall’approdo alla sua corte nel ruolo di falso nove, potrebbe gettare una nuova speranza per il reparto offensivo della Lazio, fino a questo momento troppo sterile.

Roberto Incanti

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