C’erano gli anni ’80 e ’90, quelli delle notti infinite in pista, delle luci stroboscopiche, dei vinili che giravano senza sosta e dei dj che diventavano veri e propri maestri di cerimonia. Erano gli anni in cui la musica dance italiana conquistava il mondo, riempiendo le discoteche e costruendo un immaginario collettivo fatto di libertà, energia e sperimentazione. Un’epoca che non è mai davvero tramontata e che oggi rivive in ALLA DISCOTECA, la docu-serie ideata, prodotta e diretta da Sergio Marini, in arte Sygma. Un progetto che non si limita a raccontare, ma ricostruisce un pezzo fondamentale della nostra cultura popolare: la storia della musica da ballo, dai grandi club degli anni ’90 fino alle nuove realtà contemporanee, restituendoci la memoria di un mondo che ha formato generazioni.

La prima stagione: le radici di un mito
La serie ha esordito con una prima stagione che ha posto solide basi, raccogliendo le voci dei protagonisti di quegli anni d’oro. Da Maurizio Lobina degli Eiffel 65 a DJ Jad degli Articolo 31, dai Datura a Provenzano, fino a Roberto Turatti: un mosaico di testimonianze che, mescolando passione e ricordi, ha restituito la grandezza di una scena capace di cambiare la percezione stessa della musica dance. Un racconto che non si è fermato alla nostalgia, ma ha mostrato il peso culturale e sociale di un movimento che ha segnato il costume e i linguaggi di più di una generazione.

La seconda stagione: Roma protagonista
Con la seconda stagione, ALLA DISCOTECA trova la sua piena maturità e sceglie Roma come palcoscenico privilegiato. La Capitale diventa protagonista assoluta, con le sue atmosfere notturne, le contraddizioni e le sue nuove forme di aggregazione. Qui la docu-serie intreccia due piani narrativi: da una parte la fiction, che si arricchisce di volti come il rapper Graziano “Sedho” Puliani, il doppiatore Simone Veltroni e l’attrice Damiana Fiammenghi, capaci di portare sullo schermo storie personali che dialogano con quelle reali della città. Dall’altra, il lato documentaristico, che raccoglie le voci di alcuni tra i più significativi interpreti della nightlife romana.

Ci sono Fabio Angeli, dj resident del Room26, club considerato tra i migliori al mondo; Cristiano Colaizzi, scrittore e osservatore attento dei linguaggi della notte; Marco Angeli, dj e produttore di house music; Marco Gioia e Mauro Minieri, autori di bootleg remix di successo; Paolo Pasquali, alias Dr. Vintage, performer che ha reso immortali le serate revival anni ’80 e ’90; e ancora Sergio Serafini, custode del marchio “06”, il primo grande rave romano degli anni ’90. Un racconto che non dimentica l’ironia di Roberto e Francesco, creatori di QUASI, la festa più anticonvenzionale della Capitale, capace di mescolare musica e costume con uno spirito dissacrante e sorprendente.

Un affresco corale della cultura della notte
In questo intreccio tra fiction e testimonianze, ALLA DISCOTECA diventa un vero affresco corale della cultura della notte: non solo musica, ma passioni, contrasti, linguaggi e personaggi che hanno costruito un universo riconoscibile e ancora oggi vivo. Lo conferma anche Marco Angeli, che in un’intervista rilasciata alla nostra redazione ha sottolineato come quelle serate abbiano dato vita a una generazione cresciuta musicalmente: «Abbiamo cambiato il modo di fare musica – ci racconta – sperimentando, usando melodie e suoni che ancora oggi restano la base di gran parte della produzione attuale».

Una memoria che continua a ballare
Guardare questa serie significa non solo rievocare un’epoca straordinaria, ma anche capire come la dance italiana, con la sua capacità di unire e far ballare, sia stata molto più che intrattenimento: un linguaggio universale, un fenomeno culturale che ha saputo raccontare i sogni e le notti di un Paese intero. E allora sì, “alla discoteca” ci torniamo tutti. Magari con qualche anno in più, ma con la stessa voglia di lasciarci andare a quel battito inconfondibile che ha fatto da colonna sonora ai favolosi anni ’80 e ’90.

Francesca Fagiani
Sergio Marini
Marco Angeli