Presso l’Istituto di fisica chimica di Dalian (DICP), dell’Accademia cinese delle scienze, sono in corso attività di collaudo su alcuni dispositivi intelligenti basati sul ChemELLM 3.0 Pro. Si tratta del Modello linguistico di grandi dimensioni per l’ingegneria chimica sviluppato in Cina.
Le prove si stanno svolgendo a Dalian, nella provincia nord-orientale del Liaoning.
Un salto di qualità per l’industria chimica
L’ultima versione del primo modello linguistico cinese dedicato al settore chimico è stata rilasciata lunedì 31 agosto.
Secondo quanto dichiarato dal DICP, si tratta di un passaggio significativo: dalla semplice acquisizione di conoscenze all’esecuzione intelligente di compiti operativi. L’obiettivo è offrire un supporto concreto nella gestione di processi chimici complessi.
Il sistema integra quattro livelli distinti:
- modello
- agenti
- competenze
- strumenti
Questa struttura gli consente di scomporre obiettivi complessi, richiamare strumenti specialistici e verificare i risultati prima di adattare il piano operativo.
I risultati dei test
Nei test di settore, ChemELLM 3.0 Pro ha raggiunto:
- 81,96% di accuratezza nelle domande testuali (+20,2% rispetto alla versione precedente)
- 80,75% di accuratezza nelle domande multimodali (+31,4% rispetto alla versione precedente)
Uno sviluppo condiviso tra istituzioni e imprese
Il ChemELLM 3.0 Pro è stato sviluppato congiuntamente da:
- DICP
- iFlytek
- Alibaba Cloud Computing
- altre istituzioni e imprese
A oggi, più di 300 tra aziende chimiche, università e istituti di ricerca risultano registrati per l’utilizzo del modello. Le chiamate API complessive hanno superato quota 14 milioni.
Cosa succederà con ChemELLM 4.0
Il DICP ha inoltre annunciato lo sviluppo della futura versione ChemELLM 4.0, che punterà a:
- capacità di ragionamento più avanzate
- pianificazione collaborativa multi-strumento
Utilizzando processi chimici maturi, come la conversione del metanolo in olefine, come scenari di validazione, l’Istituto intende integrare le fasi chiave della ricerca di laboratorio, della progettazione ingegneristica e della gestione degli impianti. L’obiettivo finale è un nuovo modello capace di garantire una transizione diretta “dal laboratorio alla fabbrica”.
