Termina a reti inviolate la sfida tra la Lazio e la Cremonese. I biancocelesti impattano contro il muro eretto dalla difesa grigiorossa, fallendo la seconda vittoria consecutiva, dopo il successo ottenuto a Parma, che manca dallo scorso mese di febbraio. Per la verità, la squadra capitolina non è ancora riuscita a sconfiggere, nell’anno solare 2025, nessuna compagine neopromossa. Purtroppo, stando così le cose, non è semplice pensare di raggiungere una qualificazione alle competizioni europee della prossima stagione passando dal campionato. Troppo brutta nel primo tempo, con evidenti errori in fase di costruzione ammessi anche dallo stesso allenatore, la squadra allenata da Maurizio Sarri è sembrata più tonica e volenterosa nella seconda frazione di gioco, ma ciò non è bastato per portare a casa tre punti fondamentali nella rincorsa ai vertici della classifica. Di contro, la Cremonese ottiene un importante pareggio nel percorso verso la salvezza. Davide Nicola, allenatore della squadra dimostra, ancora una volta, concretezza e carattere: doti che non difettano in nessun modo a Baschirotto e compagni. Torniamo però alla Lazio: in una partita in cui i difensori della Cremonese venivano a prendere in marcatura i singoli giocatori biancocelesti, l’assenza di Zaccagni si è fatta sentire molto in quanto, con il suo talento funambolico, il capitano è in grado, in qualsiasi momento, di disarcionare le difese avversarie, ribaltandone i relativi equilibri e creare la superiorità numerica in favore della propria squadra. Allo stesso modo, le altre importanti defezioni, in termini numerici, costringono Sarri a lavorare, perennemente, in uno stato di emergenza. Difficile pensare che il mercato invernale possa cambiare lo stato delle cose in maniera radicale; questo perché, ad oggi, ancora non è dato sapere se la Lazio potrà operare in sede di trattative e scambi. L’atmosfera, per la Lazio, al momento, sembrerebbe essere fumosa. Cosi la descriverebbe il Comandante. Però, non tutto è da buttare. Nell’essere obiettivi, e quanto più possibile, intellettualmente onesti, proviamo a diradarne le nubi. L’atteggiamento dei giocatori in campo è sembrato quello giusto: la rabbia agonistica dimostrata da alcuni di loro, nel post partita, per non essere riusciti a vincerla, è sinonimo di attaccamento alla maglia e rispetto verso i tifosi. Infatti, proprio gli stessi tifosi, hanno apprezzato la mentalità dimostrata dai loro beniamini. Se a questo aggiungiamo il nono clean sheet in stagione, possiamo affermare che la fase difensiva è di ragguardevole rispetto. Ora però, per fare la differenza, bisognerebbe passare all’attacco. Sul campo in primis, ma non solo sul terreno di gioco.
Roberto Incanti
FOTO: LA PROVINCIA DI CREMONA
