Sembrava finita, ma fino a quando Pedro è in campo tutto può succedere. Partita vibrante quella che va in scena allo stadio Olimpico di Roma tra la Lazio e la Fiorentina. Due squadre alle prese ognuna con una stagione alquanto travagliata, danno vita ad una gara senza esclusione di colpi. Finisce 2-2 il risultato finale che, in termini di classifica, non scontenta entrambe ma non rende felice nessuna delle due. Parte subito con l’acceleratore la Lazio la quale, complice purtroppo un calcio di rigore non assegnato per un’evidente trattenuta ai danni di Gila, non riesce a sbloccare la partita nella prima frazione di gioco. Ci riesce, invece, all’alba del secondo tempo, con un eccellente fraseggio tra Vecino e Cataldi il quale, complice un intelligente velo di Cancellieri, mette a segno il goal del vantaggio proprio contro la sua ex squadra. Ma la Fiorentina non è più quella delle ultime settimane: infatti, nei viola, qualcosa è cambiato in termini di atteggiamento e forza di volontà: il rientrante Gosens, pedina fondamentale nello scacchiere della squadra, mette a segno subito dopo la rete del pareggio, tramite un bel diagonale che si insacca alle spalle del portiere Provedel. Ma il controverso rapporto della Lazio con la classe arbitrale, ancora non aveva sortito il più beffardo dei sorrisi sardonici: complice un discutibile calcio di rigore trasformato da Gudmundsson per un fallo forse nemmeno avvenuto, proprio ai suoi danni, da parte di Gila – protagonista sfortunato della partita -, la compagine di Vanoli si ritrova in vantaggio proprio al tramonto del secondo tempo. Ma la viola non aveva fatto i conti con l’immarscescibile Pedro: nei minuti di recupero il capitano della Lazio, Mattia Zaccagni, ottiene un rigore – questo davvero sacrosanto -, per una trattenuta di maglia ai suoi danni: il fantasista spagnolo, trovandosi faccia a faccia contro il portiere avversario suo conterraneo, lo spiazza con un fendente preciso ed angolato, mostrando e dimostrando, a tanti colleghi più giovani, come si tiri veramente un calcio di rigore. Per la Lazio era fondamentale ripartire, dopo la brutta sconfitta casalinga ottenuta solo qualche giorno prima contro il Napoli; per la Viola era importante non perdere ulteriore terreno nella lotta per non retrocedere. Fine partita dal sapore dolceamaro in casa biancoceleste: il centrocampista Guendouzi saluta i tifosi e va a giocare nel campionato turco mentre Sarri, che voleva costruire attorno a lui e pochi altri la Lazio del futuro, commenta amaro i primi sviluppi del mercato invernale. L’anno nuovo è appena iniziato ma i fantasmi, in casa Lazio, sembrano ancora quelli del recente passato.

Roberto Incanti

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